Il mondo nuovo

Tre grandi dinamiche segnano la geopolitica attuale su scala planetaria. La crescita demografica, con le sue conseguenze ambientali e culturali. L’urbanesimo, per cui per la prima volta nella storia vi sono più umani nelle città che nelle campagne. La riconfigurazione geoeconomica dei rapporti di forza globali, derivante dalla redistribuzione ineguale della ricchezza, dell’accesso alle materie prime e delle tecnologie strategiche - a cominciare da quelle relative all’informazione. Si intravvede così una nuova divisione planetaria del lavoro e quindi della potenza.
Tali dinamiche sono ineguali e non lineari. Ne sono protagonisti soprattutto i paesi dell’ex Terzo Mondo, in particolare l’Asia orientale e meridionale, dove si concentra oggi più di un terzo dell’umanità, in megalopoli da decine di milioni di abitanti. Qui batte il cuore industriale del pianeta. Verso queste aree, specie verso la Cina, tendono a indirizzarsi i vettori di potenza economica, culturale, geostrategica e geopolitica. Se l’Ottocento è stato il secolo della Gran Bretagna e della altre potenze europee, se il Novecento è stato il secolo americano, questo si apre come secolo asiatico. Il declino della potenza americana, paradossalmente maturato dopo la vittoria nella guerra fredda, sembra un dato strutturale anche se non necessariamente irreversibile, né determinabile nel suo ritmo e nella sua profondità.
L’irruzione di nuovi soggetti geopolitici spesso privi di riferimenti ideologici quanto interessati all’affermazione di “diritti storici” fondati sulla revisione della storia a fini strategici, rende il mondo sempre meno governabile. La crisi economica in corso contribuisce a esaltare questo dinamismo, ad accentuare il senso di inadeguatezza delle istituzioni pubbliche rispetto ai problemi che dovrebbero gestire.
Obiettivo di questo percorso nel Mondo Nuovo è approfondire origini e senso dei mutamenti geopolitici in atto, senza pretendere di individuarne presunte leggi scientifiche né tantomeno prevederne gli sbocchi. Analizzandoli caso per caso, spazio per spazio, con lo sguardo di chi sa di appartenere a un paese che di queste dinamiche non è protagonista ma certamente parte interessata.


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