Il ritorno degli Indios
La deforestazione e il cambiamento climatico sono minacce sempre più gravi per le popolazioni dell’Amazzonia: la rivolta indios contro lo sfruttamento delle terre da parte della multinazionali del petrolio e del gas in America Latina ha coinvolto Perù, Brasile ed Ecuador.
In Perù, in particolare, è in atto un braccio di ferro tra il governo di Alan Garcia e le popolazioni indigene del sud est che si oppongono alle attività di esplorazione petrolifera delle Repsol Ypf e della Hunt Oil in una area denominata “Lotto 76” al cui interno si trova la riserva Amarakaeri, utilizzata per la caccia e la pesca da molti villaggi della regione nonchè le sorgenti di sei fiumi. Dopo due mesi di scontri violenti tra la polizia nazionale e gli indios, nello scorso giugno il governo è stato costretto a ritirare i decreti legislativi ( approvati in attuazione del Trattato di libero commercio con gli Stati Uniti) , che avrebbero consentito lo sfruttamento di 45 milioni di ettari di foresta, minacciando i diritti e la sopravvivenza dei 300.000 indigeni, pari all’1% della popolazione.
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